DACIA MARAINI PRESENTA IL SUO NUOVO ROMANZO SULLA FIGURA DI TRE DONNE E COME RACCONTARNE L’ESPERIENZA

Un nuovo modo di raccontare le donne, un nuovo stile e un nuovo linguaggio

di E.Basile
Dacia Maraini

Ci si è raccolti in una delle sale più belle di Palazzo Barberini. Il barocco ci circondava. E
di barocco è pieno il romanzo di Dacia Maraini “Tre donne”. Indagando l’universo
femminile la Maraini si è addentrata nei meandri della mente femminile, dei loro pensieri
e desideri. Si viaggia con bagaglio leggero. Come leggero è il lessico di cui sono fatte le
pagine che l’attrice Piera Degli Esposti ha letto in una sala gremita di gente. Tre donne, tre
tempi, tre visioni differenti della vita. La prima è una donna che ha un’epoca alle spalle,
ormai è nonna, e guarda alla nipote con interesse e curiosità. La nipote rappresenta il età
del futuro, una visione della vita disincantata e piena di scoperte. La terza donna è la madre:
una madre che ama scrivendo e traducendo. E’ impegnata nella traduzione del flaubertiano
“Emma Bovary”. Il lessico di Flaubert è nevrotico, accumula tensione e cose, mai
soddisfatto, eternamente alla ricerca di qualcosa di indefinito e volge alla fine al tragico.
Mentre il lessico che troviamo nel testo della Maraini è uno “stream of consciousness”,
pensiero che si libera e parola che vola, senza confini e senza limiti. Si fa coscienza delle
tre persone protagoniste tutte, e si fa vita, vissuta o richiamata alla mente. Avendola e
vedendola impegnata in una traduzione una delle protagoniste, il linguaggio e la parola
assumono una rilevanza pregnante. Non a caso questa donna scrive delle lettere, ad un
amore lontano, proprio come Flaubert e la sua Louise; e questo amore lontano, romantico,
sognato, agognato, cercato, sublimato diventa pari a quello platonico, oppure richiama
anche quello Catulliano. Con le parole della Maraini: “Lei ci sbatte la testa contro questo
amore”. Mentre, la figlia e nipote del romanzo, la più giovane, ovviamente ha un’altra
visione dell’amore ed è per questo che prende in giro la madre: “Cosa stai facendo, che stai
a fare? Scrivi una lettera ad un uomo lontano?” Così la Maraini ha riportato il pensiero di
questa figlia e nipote verso la madre. Ad un certo punto le si rivolta contro dicendole: “Ma
non esiste l’amore”. Quindi, la ragazza sedicenne ha lo stesso pensiero della nonna su
questo forte sentimento. Questa giovane adolescente ha una visione dell’amore totalmente
differente. Ed è quella dei giovani di adesso. Un amore pratico, un amore concreto, vissuto
senza pensieri, come senza quasi pensarci sù è il gesto di farsi tatuare un drago sulla schiena
ne è l’emblema, e “pensa che questo drago sulla schiena le dia una nuova identità”, oppure
una nuova forza. Come ha riferito la Maraini, i tatuaggi nascono o rinascono nelle prigioni,
dato che non si potevano sempre usare le parole, allora la pelle ne diventa un mezzo di
espressione forte. Non a caso nelle prigioni i tatuaggi più significativi sono stati “la
farfalla” o “gli uccelli”. La ragazza non è prigioniera, forse come adolescente “si sente
prigioniera”. Sono due le spiegazioni che ha dato Dacia Maraini: “O si sente prigioniera,
o la parola non serve più a nulla” e quindi ecco l’importanza di una immagine tatuata sulla
schiena. Lei tuttavia, segue anche la moda del momento, un tempo in cui tutti hanno
tatuaggi e piercing. La figlia-nipote è dunque, una adolescente libera, “ha amori plurimi”.
Ha un fidanzatino, ma non è il solo ragazzo della sua vita. Ed è come se lei “non credesse
più nell’amore”. Nello stesso tempo resta una persona “curiosa” verso ciò che la circonda,
come nelle parole di Dacia Maraini, e si apre ad una barbona, che va a trovare portandole
una coperta, del caffè latte, oppure dei soldi, standole vicino e parlandole, di nuovo
l’importanza del dialogo e dell’incontro con l’altro in modo concreto e pratico, questa
giovane donna si sente accolta, capita, come se questa donna ai margini della società
potesse essere l’unico strumento attraverso il quale sentirsi accettata. Il terzo personaggio
è la nonna-madre, la madre della traduttrice, la quale viene dipinta con un carattere forte,

non si è mai arresa, ha sempre trovato il modo di essere nel mondo e di essere utile, ora in
tarda età fa punture alle persone, alla pari di una infermiera. La descrizione del suo lavoro
in tarda età è grottesco, usa i suoi pensieri per riferirci le sue sensazioni e le sue impressioni
su ciò che fa e lo stile che usa, le parole che utilizza sono sempre scelte non a caso, ma
ponderate, cucite sulla sua essenza. Vi è una costante ricerca della frase e del linguaggio
evocativo. Ogni parola è misurata e scelta con cura. Ogni frase, in questo testo, evoca mille
impressioni, che possono rivelarsi giuste e allo stesso tempo sbagliate. Ed è proprio durante
l’incontro a Palazzo Barberini che la Maraini si è soffermata sull’importanza stessa della
scelta dei termini e del loro significato, che cambia e muta nel tempo. Le ultime riflessioni
sono state sulle parole, sul gergo e sugli scrittori che le utilizzano non a caso. In questo
romanzo,a Maraini ci dice di aver “lavorato su tre voci”, che sono scandite dal tempo, ma

anche ogni giorno ha la sua voce che viene descritta su quello che sembra uno pseudo-
diario al femminile nel suo passaggio. Ci si è soffermati su una riflessione riguardo le varie

lingue, e proprio il francese, che è presente in quest’opera grazie al fantasma di Flaubert
che vi aleggia, ha ricordato Dacia Maraini è quella lingua che non è stata molto influenzata
dagli anglicismi; per riferirsi al computer con il quale Maria traduce, si può utilizzare in
francese il lessema “ordinateur”. Il francese ha sempre trovato il modo di tradurre ciò che
veniva dalle lingue straniere nel proprio stile e nel proprio linguaggio. Allo stesso tempo
si è discusso del “gergo”, un linguaggio che può essere decodificato solo da alcune persone,
da “un gruppo di persone” ci ha detto Dacia Maraini. Inoltre, occorre fare molta attenzione
ai differenti tipi di gerghi che esistono, e la scrittrice ne ha citati alcuni come “quello della
polizia, quello dei medici”. Infatti, le ultime riflessioni di Dacia Maraini ci hanno condotto
alla riflessione più importante per uno scrittore ed è quella di “non allontanarsi troppo dalla
lingua parlata”, si rischia anche di non essere capita. “La lingua parlata è ricca di opacità
e luoghi comuni”, si pensi, ha infine riportato Dacia Maraini, a quanto diverso sia lo stile
di un D’Annunzio con le sue 10.000 parole e quello di ogni giorno di Gadda, proprio nel
suo “Er pasticciaccio brutto de via Merulana”, così pieno del linguaggio dei cittadini, “in
esso troviamo un equilibrio”, vi si instaura un rapporto tra lo scrittore ed il linguaggio. In
conclusione, la scrittrice si è soffermata su alcune sfumature delle lingue: “Il termine “yes”
in inglese, in italiano non può essere tradotto con “sì”, ma si traduce “esatto”, ed è entrato
attraverso il cinema nel nostro linguaggio, si è riflettuto dunque su “quante sfumature ci
sono nelle lingue”. Dunque, il lessico comune è movimento, dinamismo, vivacità, tutto ciò
serve allo scrittore e non può farne a meno quando si impegna nell’atto dello scrivere un
romanzo che è impregnato di vita reale e umanità.

Eurolinguistica, Euroterminologia

Informazioni su euroterminologia

Manuela Cipri at present works as a researcher in the Department of Languages for Public Policies, Faculty of Political Science, Sapienza University of Rome, Chairwoman from the Scientific and Technical Committee in Hermes -CSE -- European's Researchers of linguistics field -- Board of NiKolaos Route (La via Nicolaiana, responsabile Monia Franceschini)- i cammini d'Europa Biographical outline: After graduating in Political Science,and pianoforte, Ms. Cipri attended a Masters course in Linguistic-cultural Mediation, an advanced training course in Specialised Translation and a Masters course in Geopolitics at the Sapienza University of Rome. From 2004 to 2006 she was a research assistant in English in the Department of Languages for Public Policies and carried out research activities in Canada, at Geonames in Ottawa, and participated in various conferences all over the world. She is a member of several research groups in Italy and abroad, such as the REI, the Italian Network for Institutional Excellence. She is on the board of directive Hermes - CSE Euroterminology, Nicolaiana Rout with Proff. Paul Arthur and Romeo Ciminello. She on the board and member of several Academic magazine such as "Fuori Luogo- Sociologia del Territorio, Turismo, Tecnologia" editor Fabio Corbisiero, publisher PM, and "Confini sociologici" Academic book FrancoAngeli "Confini sociologici" editor Prof. P. De Nardis Formafluens, Eurolinguistics-South Association. She is a member of the Italian Geographical Society and the Italian Association for Canadian Studies. Since 1999 she has written articles on place-names for the magazine International Tourism. She has interviewed various important figures from the world of politics and culture, including President George W. Bush, actor George Clooney, director Francis Ford Coppola, Nobel prize-winner for Literature Wole Soyinka and the Irish writer Jennifer Johnston Main publications: Cipri M. Processi Di Formazione Di Parole Nella Toponomastica Inglese, Guaraldieditore (2004) Second Edition 2007. Cipri M. (2004), L. Kovac: oltre le utopie razionalismo evoluzionista e noocrazia, in v.a. ‘Biologia moderna e visioni dell'umanita', Rome University "La Sapienza"(2004). Cipri M. (2004), Helga Nowotny:sulla difficile relazione tra le scienze della vita e le attivita' umane, in v.a. ‘Biologia moderna e visioni dell'umanita', Rome University “La Sapienza” (Premio Libro Europeo "Aldo Manuzio"2004). Cipri M. Approccio interculturale alla toponomastica inglese (2014) Cipri M. et al. , Text tools and trends(2013) Cipri M., Donna, domina in Sofonisba Anguissola's picture (2016) Cipri M. , Political communication in Italy – The fact checking on Matteo Renzi and Matteo Salvini (2014-2016) Cipri M. Network society : case of study – David Cameron and BREXIT (2016) Editor blog: euroterminologia.altervista.org CEO : ToESP/ ToELSP Test of English for specific purposes/ and Test of English for linguistics and specific purposes (TOESP è un esame di lingua inglese specialistica che permette di conseguire la Certificazione Europea nei livelli B1 e B2, for terminological knowledge on the scientific skills (medical language, economics language, and Legal language) Label Europeo 2009. CEO : Hermes - Centro Studi Europeo on Eurolinguistics and Euroterminology and collaboration with Termcoord EU (2016)

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