Tempi paralleli o immagini performative? i Medici a Tivoli

di, A. Zytko

Il processo di composizione dell’immagine di Venezia formata dall’accostamento di un canale e di Villa d’Este presente nella serie televisiva “I Medici” manifesta il pensiero del filosofo francese Gilles Deleuze, il quale scrive che il montaggio cinematografico «è quell’operazione che verte sulle immagini-movimento per farne venire fuori il tutto, l’idea, cioè l’immagine del tempo». Grazie al montaggio e ai mezzi del cinema che diventano mobili il piano della ripresa «cesserà di essere una categoria spaziale per diventare temporale».

Il superamento dello spazio e del tempo, ma pur sempre simulato nello sceneggiato, appare per la prima volta nella sequenza in cui Cosimo sale le scale per entrare nel Palazzo Ducale, dove lo attende il Consiglio presieduto dal doge; sono i particolari a tradire la finzione di Venezia e a rivelare che si tratta di Villa d’Este. A sinistra di Cosimo si vedono due gigli di marmo incastonati nel muro (fig. 1) (oltre al corrimano di fattura moderna), i quali mi hanno fatto sospettare della veridicità della scena girata a Venezia: infatti, i gigli si riferiscono allo stemma della famiglia d’Este che dal 1431 per concessione del re francese Carlo VII li inserisce accanto all’aquila argentata (fig. 2).

   Inoltre, nella figura 1 si vede l’acqua presumibilmente di un canale veneziano che ha sostituito il terreno del primo terrazzo della Villa. L’azione è stata girata sulle scale della loggia comunicante con la Sala della Fontana e il giardino; disotto alla loggia c’è la Fontana di Leda (attualmente si trova la statua di Minerva acefala) mentre il sopra è adibito ad uso di balcone del salotto dell’Appartamento nobile, da cui si possono ammirare il giardino, la campagna e i monti circostanti. L’atto di far credere che la Villa del cardinale d’Este sia il Palazzo del Doge si ripete quando Cosimo si presenta davanti al Consiglio di Venezia per parlare del suo esilio; dietro al personaggio si vede la loggia adibita a sala da pranzo usata nel periodo estivo(fig. 3, si noti l’assenza dello specchio d’acqua). La struttura architettonica con finestre o portici aperti verso l’esterno, ovvero il belvedere, culmina con un terrazzo accessibile dalle scale interne, da cui si può vedere interamente il giardino (fig. 4).

Le nicchie del belvedere erano decorate con statue raffiguranti le Quattro Stagioni, attualmente situate nella Grotta di Diana ubicata nel secondo terrazzamento e sotto la loggia da pranzo, dove Curzio Maccarone (il quale lavorò alla fontana di Palazzo Farnese a Caprarola) e Paolo Calandrino decorano la fontana con mosaici. Nella loggia sono state ambientate altre scene come l’incontro tra i fratelli e il loro cugino, Mario de’ Medici (fig. 5), la quale si riconosce dalle aperture rettangolari, dai dettagli della balaustrata, dalle mezze colonne e dai pilastri; la finzione lagunare si nota anche nell’inquadratura della figura 6.

Seguendo il pensiero di Deleuze, nello sceneggiato “I Medici” si riscontra l’idea della «potenza del falso» in quanto «la narrazione cessa d’essere veridica, cioè di pretendere al vero, per farsi sostanzialmente falsificante», passando dal necessariamente vero alla «coesistenza di passati di non-necessariamente veri». Infatti, in esso esistono contemporaneamente un luogo e un tempo diversi collocati in uno stesso posto, cioè l’esilio di Cosimo de’ Medici a Venezia (1433) ambientato a Villa d’Este (1550-72). Il processo compositivo dell’immagine della città lagunare è stato fatto anche all’interno del palazzo, adibendo la Stanza della Nobiltà a camera da letto di Cosimo; tale sala deve il suo nome all’affresco centrale della volta con le tre personificazioni di Libertà, Nobiltà e Generosità dipinta da Federico Zuccari intorno al 1566 mentre gli affreschi parietali, che ricordano quelli romani e pompeiani, furono dipinti dai suoi aiuti. Nella stanza è ambientato l’incontro tra Cosimo e Maddalena come si vede dal dettaglio dell’affresco raffigurante le Tre Grazie, sedute e accompagnate da due putti, e del camino (fig. 7).

Sulla parete opposta sono raffigurate le personificazioni di Geometria, riconoscibile dagli attributi del compasso e della squadra che tiene in mano, e di una delle Arti liberali; in particolare, ho individuato la personificazione della Geometria dal dettaglio della veste gialla e del globo su cui siede, che si vede dietro a Lorenzo de’ Medici (fig. 8).

L’immagine reale e virtuale appare nella scena girata nella Stanza della Nobiltà, dove Lorenzo e Cosimo parlano mentre Maddalena è intenta a disegnare vicino a una finestra aperta su un canale veneziano; a sinistra dei personaggi si vede il dettaglio dell’affresco raffigurante la Prudenza in piedi con un grande specchio poggiante a terra (fig. 9).

Nel mondo virtuale de “I Medici” il canale veneziano è una finzione cinematografica in quanto quella portafinestra si apre sul lungo corridoio privo di affreschi, che si sviluppa per tutta la lunghezza del piano terra (fig. 10). Un simile stratagemma si nota nell’inquadratura girata nella Prima stanza tiburtina, dove, dietro al contabile di casa de’ Medici, la finestra si affaccia su un altro grande canale mentre nella realtà da essa si vede il giardino della Villa (fig. 11).

L’immagine riflettente di Venezia nella Villa d’Este si vede in un’altra scena esterna in cui il doge Foscari e de’ Medici passeggiano in un grande giardino, elemento sospetto per gli edifici di Venezia ma simulato in de “I Medici” come tale, corrisponde alla terrazza che si apre ad est verso la Fontana di Teti (fig. 12).

L’ultimo ambiente esterno girato a Villa d’Este, ma il primo che si visita, è il cortile adibito a quello di casa Foscari, come si vede nel momento in cui i fratelli de’ Medici lasciano lo studio del doge oppure quando Cosimo ordina a Marco di andare personalmente dal duca Visconti per avere delle informazioni sulla collaborazione tra il signore di Milano e Cosimo (fig. 13). L’attuale cortile della Villa apparteneva al monastero di San Francesco, già Santa Maria Maggiore, che fu trasformato in uno spazio porticato su tre lati mentre sul quarto muro, addossato alla chiesa del monastero, è collocata la Fontana di Venere (fig. 14); la statua della dea dormiente allude alla natura rigogliosa del giardino della Villa, collocata tra doppie colonne doriche e un antico sarcofago funge da vasca della fontana.

L’esplorazione dei luoghi paralleli de “I Medici” nelle città di Bracciano, Viterbo, Caprarola e Tivoli ha fatto scoprire al pubblico televisivo posti poco conosciuti o poco visitati della Regione Lazio. In questo piano di promozione non riguarda Roma? È possibile che nella città eterna non sia stata ambientata nessuna scena? La risposta è sì, perché uno dei palazzi romani ha ospitato il Maggior Consiglio presieduto dal doge. Si tratta del Palazzo della Cancelleria, e in particolare della Sala Riaria, costruito per volere del cardinale Raffaele Riario alla fine del 1400, dove c’era la Cancelleria Apostolica della Santa Sede e tutt’ora vi sono alcuni uffici come la Sacra Rota.

La Sala del Maggior Consiglio del Palazzo del Doge non è altro che la Sala Riaria, riconoscibile dalla scritta OPVS IUSTITIAE PAX e dalle decorazioni del XVIII secolo volute dal papa Clemente IX (fig. 15);ai lati della scritta sono state dipinte le personificazioni di Giustizia, a sinistra, e di Pace, a destra. In un quadro riportato è stato dipinto il Porto di Ripetta, che fu progettato da Alessandro Specchi e caratterizzato dalle due ampie scalinate curve, che fu distrutto a fine Ottocento per costruire un muraglione del fiume Tevere. Un altro elemento da cui riconoscere il Palazzo della Cancelleria è il cortile interno a tre ordini come si vede nell’incontro tra i membri della famiglia Medici prima di essere ricevuti dal doge (fig. 16), in particolare dalle paraste che inquadrano le finestre architravate e arcuate del terzo piano.

I Medici: Masters of Florence” ha assunto il compito di far conoscere le vicende della famiglia fiorentina ad un pubblico più ampio come quello televisivo, arricchendo i fatti storici con elementi di fantasia e di anacronismi storici e artistici come è stato ricostruito nel viaggio dei luoghi paralleli della serie televisiva.

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Manuela Cipri at present works as a researcher in the Department of Languages for Public Policies, Faculty of Political Science, Sapienza University of Rome, Chairwoman from the Scientific and Technical Committee in Hermes -CSE -- European's Researchers of linguistics field -- Board of NiKolaos Route (La via Nicolaiana, responsabile Monia Franceschini)- i cammini d'Europa Biographical outline: After graduating in Political Science,and pianoforte, Ms. Cipri attended a Masters course in Linguistic-cultural Mediation, an advanced training course in Specialised Translation and a Masters course in Geopolitics at the Sapienza University of Rome. From 2004 to 2006 she was a research assistant in English in the Department of Languages for Public Policies and carried out research activities in Canada, at Geonames in Ottawa, and participated in various conferences all over the world. She is a member of several research groups in Italy and abroad, such as the REI, the Italian Network for Institutional Excellence. She is on the board of directive Hermes - CSE Euroterminology, Nicolaiana Rout with Proff. Paul Arthur and Romeo Ciminello. She on the board and member of several Academic magazine such as "Fuori Luogo- Sociologia del Territorio, Turismo, Tecnologia" editor Fabio Corbisiero, publisher PM, and "Confini sociologici" Academic book FrancoAngeli "Confini sociologici" editor Prof. P. De Nardis Formafluens, Eurolinguistics-South Association. She is a member of the Italian Geographical Society and the Italian Association for Canadian Studies. Since 1999 she has written articles on place-names for the magazine International Tourism. She has interviewed various important figures from the world of politics and culture, including President George W. Bush, actor George Clooney, director Francis Ford Coppola, Nobel prize-winner for Literature Wole Soyinka and the Irish writer Jennifer Johnston Main publications: Cipri M. Processi Di Formazione Di Parole Nella Toponomastica Inglese, Guaraldieditore (2004) Second Edition 2007. Cipri M. (2004), L. Kovac: oltre le utopie razionalismo evoluzionista e noocrazia, in v.a. ‘Biologia moderna e visioni dell'umanita', Rome University "La Sapienza"(2004). Cipri M. (2004), Helga Nowotny:sulla difficile relazione tra le scienze della vita e le attivita' umane, in v.a. ‘Biologia moderna e visioni dell'umanita', Rome University “La Sapienza” (Premio Libro Europeo "Aldo Manuzio"2004). Cipri M. Approccio interculturale alla toponomastica inglese (2014) Cipri M. et al. , Text tools and trends(2013) Cipri M., Donna, domina in Sofonisba Anguissola's picture (2016) Cipri M. , Political communication in Italy – The fact checking on Matteo Renzi and Matteo Salvini (2014-2016) Cipri M. Network society : case of study – David Cameron and BREXIT (2016) Editor blog: euroterminologia.altervista.org CEO : ToESP/ ToELSP Test of English for specific purposes/ and Test of English for linguistics and specific purposes (TOESP è un esame di lingua inglese specialistica che permette di conseguire la Certificazione Europea nei livelli B1 e B2, for terminological knowledge on the scientific skills (medical language, economics language, and Legal language) Label Europeo 2009. CEO : Hermes - Centro Studi Europeo on Eurolinguistics and Euroterminology and collaboration with Termcoord EU (2016)

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